LA PAROLA BOSCO TREMA PIù FRAGILE

Lettura poetica

Si ascoltano, le poesie, si dicono ad alta voce, si sussurrano.
Risuonano come foglie le parole.

Hanno echi di tempesta e terra, rami ed interstizi segreti, ruvidità improvvise.

Da quell’altezza vertiginosa le poesie scuotono, o confortano.
La voce conduce attraverso labirinti di parole che si svelano, creano paesaggi personali, connessioni tra la terra e il “chissàdove” e quando non riesce a giungere da sola,

la musica ne diventa l’alter ego fondamentale,
la compagna di visioni interiori, che evoca, riempie,
scolpisce, allenta, pizzica, solleva…
La scelta delle poesie segue il sottile filo rosso di una connessione sempreviva tra l’essenza dell’uomo, i suoi sentimenti, i ricordi e l’essere passeggero su questa terra, forse più solo e fragile degli alberi e della natura che imperiosa sta, vigile, attenta ai mutamenti del tempo, silenziosa testimone. E allora per quest’antica corrispondenza tra essenze arboree e uomo, i poeti d’ogni epoca hanno scritto liriche preziose, specchi nei quali dare respiro e forma alle molteplici emozioni. Questa proposta di lettura poetica nasce dalla sinergia viva ed assolutamente indispensabile con il linguaggio musicale, capace di creare un dialogo attivo tra alfabeti diversi ma che si muovono assieme in una “danza” emozionale di musica e parole, da ascoltare anche ad occhi chiusi.
Una riflessione sulla fragilità dell’esistenza e dell’essere umani.


Lettura poetica adatta a diversi contesti: parchi, librerie, biblioteche, eventi…


Poesie:
Sylvia Plath, Alda Merini, Nazim Hikmet, Antonella Anedda, Mario Benedetti, Patrizia Cavalli, Giovanna Sicari, Mariangela
Gualtieri, Eugenio Montejo, Erri De Luca, Emily Dickinson, Ana Blandiana.


Strumenti musicali
Organetto diatonico, fisarmonica, chitarra battente, tamburo a cornice, armonium, metronomo.

STORIE DI MONTAGNE VICINE E LONTANE

Incursioni Letterarie e Poetiche
Tra Orizzonti Montani e Boschi

C’è chi le sogna, chi le scala, chi vive alle sue pendici…
Dagli albori delle civiltà, sempre le montagne sono state lì, silenziose ed imponenti, costringendo lo sguardo umano a sollevarsi verso l’alto.
E proprio di quelle altezze, evocate o vissute, che scrittori
e poeti hanno scritto pagine per rendere in qualche modo omaggio a quel mondo montano che raccoglie in sé
eterogeneo sentire.
Nel rapporto stretto con la natura e i suoi misteri, con silenzi e suoni, la montagna diviene capace di pensamenti e
confronti con la propria interiorità, tra ricordi, racconti

e riflessioni intorno al vivere.