Siamo ciò che facciamo, o facciamo poiché siamo?

 

Semplicemente porgiamo ciò che siamo, scavando in noi e oltre:
il quotidiano è intreccio di sentire e sguardo nei contorni,

nei pieni e nei vuoti.
Siamo viaggiatori che cambiano traiettorie,

che non hanno timore di disegnare mappe nuove

affinchè i passi siano più lievi,
e l’orizzonte più consapevole, attento ed audace.
Scalziamo le visioni.
Non ci sono tracciati definiti, rigidi incastri,

ma un impastare storie e respiro, profili di alberi ed arte,

cura nel condividere, nel cercare…

C’è un interesse per l’umano e il suo essere tale,

umano nella sua bellezza.
Ci crediamo.
Intessiamo filigrane nelle quali l’arcaico universale

può trovare alchimie di forma ed incontro.
Ancora.
Baba Jaga è un aprire i cassetti nascosti dell’infanzia
un rifugio dove riconoscersi sensibili
un giardino in cui potersi perdere un pò
un crocevia di tracce da cui ripartire,
un tempo voluto…
Oltre tutta l’arte con ampi confini
c’è un orto che cresce,
un volo improvviso di falco,
una chiocciola sul tronco,
thè nero fumante,
cataste di libri e poesie,
il respiro del cane,
mani ruvide,
profumo di terra bagnata.

Qui, siamo noi